Cantiere ex Coray, si riparte

Cantiere ex Coray, si riparte

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Cantiere ex Coray, si riparte Redazione 22 March 2010

A Muzzano l’impianto di depurazione è entrato in funzione.

Il sistema, richiesto dall’autorità cantonale, nei giorni scorsi ha superato ufficialmente il collaudo ed è entrato in attività giornalmente – L’attivazione costituiva la premessa necessaria per riprendere i lavori, fermi dal 2007.

L’impianto di depurazione delle acque del cantiere Residenza Parco Lago a Muzzano, sorto sul terreno ex Coray che si affaccia sul golfo di Agno, ha superato felicemente il collaudo ufficiale nei giorni scorsi e ora funziona giornalmente a pieno ritmo. Bloccata per ordine dell’autorità cantonale a inizio dicembre 2007, in seguito a un grave caso di inquinamento del Ceresio, e successivamente andata in fallimento, l’operazione immobiliare si è rimessa in moto con un progetto e un promotore completamente nuovi.

“Nel corso del mese di febbraio – precisa l’architetto Raffaello Molina, titolare della RM buildings & architecture di Lugano – è stata ultimata l’installazione dell’impianto comprese le canalizzazioni che portano l’acqua depurata nel golfo. Due settimane fa è stato effettuato il collaudo con rappresentanti dell’Ufficio della protezione e della depurazione delle acque del Dipartimento del territorio e del Municipio di Muzzano, e abbiamo ottenuto il permesso di accendere il sistema”.

“Lo stesso è adesso pienamente operativo e quotidianamente – precisa il professionista – è sottoposto ad accurati controlli di laboratorio. Ogni giorno preleviamo un campione d’acqua che viene affidato all’UniLab che, dopo aver effettuato le analisi previste, ci trasmette subito i risultati. Gli stessi vengono poi inviati, sempre quotidianamente, ai tecnici cantonali e comunali, nonché al committente”.

Con la realizzazione dell’impianto può dirsi soddisfatta la condizione imposta a suo tempo dall’autorità per far ripartire i lavori. Una richiesta ben precisa per scongiurare qualsiasi pericolo di inquinamento del golfo. “Nello scavo realizzato in precedenza – spiega Molina – l’acqua di falda all’interno del cantiere si è alzata. Attraverso delle apposite pompe quest’ultima viene dapprima riversata in un’apposita vasca di raccolta, da qui passa in un silos di decantazione dove viene agitata, per entrare successivamente in un grande contenitore a cielo aperto dove avvengono le diverse fasi di filtraggio con dei prodotti destinati ad essere cambiati a seconda del tipo di acqua da trattare, e dove sono pure presenti delle sonde che trasmettono costantemente i dati anche via Web. Una volta depurata l’acqua viene quindi immessa nel lago con un’apposita canalizzazione, a una profondità di 90 metri”.

L’impianto rappresenta dunque un passo essenziale del nuovo progetto che punta a consegnare al territorio un’area importante riqualificata e pronta per un’edificazione corretta, rispettosa, di grande qualità e di impatto. Sui dettagli dell’operazione viene per il momento mantenuto il più stretto riserbo, si tratta comunque di qualcosa di completamente nuovo (cfr. il CdT del 4.12.2009), prova ne è che del vecchio cantiere verranno utilizzati solo le fondamenta in calcestruzzo armato e la palificazione. In sintesi, si propone la realizzazione di una trentina di appartamenti di standard elevato con tanto di servizi (wellness ecc.) e posteggi. Il tutto inserito in parco botanico che prevede l’abbellimento e il risanamento delle zone circostanti gli edifici (dal riale alla riva del lago, al fronte sulla strada cantonale) con particolare attenzione alla vicina zona di protezione naturalistica.

Sui contenuti dell’operazione l’auspicio del progettista è di poterli illustrare quanto prima a tutti gli attori interessati (popolazione, pescatori, ecc.), nell’ambito di una giornata delle porte aperte di cui si intende chiedere al Municipio di Muzzano di farsi promotore.