CQ1, il traffico preoccupa

CQ1, il traffico preoccupa

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CQ1, il traffico preoccupa Alan Del Don 14 November 2013

I promotori del Centro di quartiere alle Semine hanno incontrato gli abitanti.

I cittadini hanno accolto favorevolmente il progetto dell’architetto Aldo Velti, ma hanno espresso timori per rumori e inquinamento.

Di Alan Del Don

Chiamatelo “progetto partecipativo”. Nel senso che l’idea base, definita dagli esperti in materia, verrà modellata nel limite del possibile secondo i suggerimenti ed i desideri dei cittadini. Nascerà così – partendo dal basso, ascoltando coloro che ci vivranno – il Centro di quartiere (Cq1) previsto dal Piano regolatore di Bellinzona alle Semine. E gli abitanti nell’incontro informativo di martedì sera, moderato dalla consigliera comunale Ppd Sara Demir, non si sono fatti pregare. Per oltre un’ora hanno subissato di domande l’architetto Aldo Velti ed il consulente legale Filippo Gianoni (ex capo dicastero Pianificazione). Traffico, posteggi, altezza degli stabili, rumori e inquinamento nonché eventi da organizzare nella sala multiuso sono state le tematiche sollevate dalla trentina di partecipanti (perlopiù confinanti) al dibattito svoltosi nell’aula magna delle Elementari.

Aldo Velti ed i suoi consulenti hanno preso nota di tutto. Assicurando che ogni suggestione verrà considerata, in quanto si vuole evitare di “calare dall’alto un progetto che poi rischia di essere bloccato dalle opposizioni”. Chiaro il riferimento all’architetto Raffaello Molina, il quale ha rinunciato a realizzare il Cq1 dopo che il Municipio cittadino gli ha negato la licenza edilizia a causa proprio delle censure del vicinato. La soluzione proposta ora è “meno invasiva e più adatta alla posizione nella quale si inserirà”. In breve, come avevamo riferito lo scorso 25 ottobre, verranno edificati due corpi intersecati a T. Il primo lungo la dorsale di via Trezzini; tre piani, due di appartamenti e l’altro per gli attici. Lo stabile avrà una lunghezza di 120 metri per un’altezza massima di 9 (sette nei vuoti).

“La sala sarà pulsante di vita”

Il secondo, perpendicolare, di quattro piani, sarà allineato a via Raggi per una lunghezza di 55 metri e un’altezza di 20. Verrà pure ricavata, a pianoterra, una sala modulabile per manifestazioni di 200-220 posti con cucina. Spazio anche ad un autosilo con un centinaio di posteggi quasi tutti per residenti. Tra le due arterie sorgeranno delle superfici commerciali (“per i bisogni locali, tipo una panetteria ad esempio”, ha garantito Velti) ed un bar-ristorante per complessivi 377 metri quadrati. Il prevedile aumento di traffico è l’argomento che più preoccupa i cittadini delle Semine. I flussi veicolari, hanno in ogni modo tranquillizzato gli esperti, non disturberanno quelli pedonali. Di più. Via Trezzini sarà transitabile solo a piedi o in bicicletta; l’obiettivo è infatti quello di puntare sulla mobilità lenta e sul trasporto pubblico (“perchè non pensare a dei minibus da 15-20 posti?”, ha chiesto un abitante). Passando alla sala multiuso, è stata sottolineata la necessità di rispettare la quiete del quartiere. Niente concerti metal, tanto per intenderci. “Dovrà essere un locale pulsante di vita. Prevediamo dei pacchetti di utilizzazione per accontentare tutti: da chi vuole organizzare una festa di compleanno a coloro che vogliono trascorrere una serata tranquilla con intrattenimento musicale. A questo proposito vi saranno almeno tre spazi utilizzabili in contemporanea”, ha rilevato l’architetto Aldo Velti, aprendo pure a delle sinergie (fattibili dal punto di vista giuridico) con la Parrocchia per la condivisione della struttura polivalente. Dal canto suo Filippo Gianoni ha definito alla stregua di un “operatore sociale” il custode che si occuperà di tutto il complesso.